Hanno incrociato le braccia e sono scesi nelle piazze di tutta Italia migliaia di collaboratori farmacisti per il mancato rinnovo del contratto. Sono infatti circa 60mila i dipendenti delle farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, tra farmacisti-collaboratori e personale, che sono in sciopero per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2024. Lo sciopero è indetto dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo la rottura delle trattative con la parte datoriale Federfarma.
Le farmacie private convenzionate aderenti a Federfarma sono oltre 18mila sul territorio nazionale. La trattativa si è interrotta dopo l’ultimo incontro del 9 ottobre perché la proposta economica dell’associazione dei titolari di farmacia, pari a 180 euro lordi di aumento complessivo per i prossimi tre anni, è stata giudicata “inadeguata” dai sindacati. “Le farmacie private sono presidi sanitari e sociali essenziali – sottolineano Filcams, Fisascat e Uiltucs – e la professionalità di farmaciste e farmacisti merita rispetto, riconoscimento e tutele contrattuali all’altezza delle competenze richieste dal servizio”. “Federfarma torni al tavolo e chiuda rapidamente la trattativa – concludono le tre sigle – dimostrando di voler davvero tutelare chi lavora nelle farmacie private, riconoscendo un contratto che rispecchi il valore reale della professione”. Braccia incrociate fino alle 24.00 di venerdì 7 novembre. Garantiti in ogni caso i servizi minimi da tutte le farmacie aperte, sia di servizio ordinario sia di turno
Sign in
Welcome! Log into your account
Forgot your password? Get help
Password recovery
Recover your password
A password will be e-mailed to you.




