D’Anna: “Vicinanza alle famiglie. Errore va trasformato in occasione di crescita per tutto il sistema”
ROMA. “Esprimiamo la nostra più sentita vicinanza alle famiglie coinvolte in una vicenda che tocca aspetti profondissimi e delicati della vita delle persone”. È quanto afferma, in una nota, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), Vincenzo D’Anna, intervenendo sul caso dell’errore verificatosi presso il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “Pur trattandosi di un evento isolato e rarissimo, che non deve mettere in discussione l’elevato livello qualitativo raggiunto dalla PMA italiana, riconosciuto anche a livello internazionale – sottolinea D’Anna – è doveroso ribadire che la sicurezza del paziente deve essere sempre la priorità, insieme alla formazione continua dei professionisti”.
I Biologi Embriologi operano secondo protocolli rigorosi, sistemi di tracciabilità dei gameti e degli embrioni e procedure di controllo previste dalla normativa e dalle Linee guida del Ministero della Salute. “La prevenzione del rischio – osserva D’Anna – passa anche attraverso un aggiornamento costante e una sempre maggiore attenzione alle procedure di sicurezza”. In questa direzione, la FNOB, attraverso la Fondazione Italiana Biologi (FIB), promuove la Scuola Permanente di Embriologia, il cui programma prevede anche un modulo specifico sulla Gestione del rischio clinico in PMA, dedicato alle procedure di sicurezza, tracciamento e comunicazione.
Per la Federazione, tuttavia, resta necessario intervenire anche sul piano normativo. “I recenti fatti – afferma D’Anna – ripropongono l’esigenza di una regolamentazione più puntuale dei Centri di PMA, con una chiara distinzione di competenze e responsabilità: ai ginecologi la parte medico-chirurgica, ai Biologi quella embriologica. Un quadro normativo chiaro consentirebbe di evitare sovrapposizioni e di individuare senza equivoci responsabilità e procedure”.
La FNOB richiama infine l’attenzione sulla mancata istituzione della Scuola di specializzazione in Embriologia Clinica, ritenuta necessaria per rafforzare la formazione specialistica dei Biologi che operano in un settore particolarmente delicato. “Gli errori, quando si verificano – conclude D’Anna – devono essere analizzati con responsabilità e trasformati in occasioni di crescita. La tutela delle coppie e la sicurezza dei percorsi di procreazione medicalmente assistita devono essere l’obiettivo comune di tutto il sistema.
RASSEGNA STAMPA
Ansa
LUNEDÌ 10 AGOSTO 2026 15.52.14
Federazione Biologi, ‘sicurezza in Pma è priorità, servono regole chiare’
Federazione Biologi, ‘sicurezza in Pma è priorità, servono regole chiare’ D’Anna: ‘Errore al San Raffaele diventi occasione di crescita’ (ANSA) – MILANO, 10 AGO – “Pur trattandosi di un evento isolato e rarissimo, che non deve mettere in discussione l’elevato livello qualitativo raggiunto dalla Pma italiana, riconosciuto anche a livello internazionale, è doveroso ribadire che la sicurezza del paziente deve essere sempre la priorità, insieme alla formazione continua dei professionisti”. Così in una nota il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob), Vincenzo D’Anna, intervenendo sul caso dell’errore nell’impianto di un embrione al San Raffaele. “I recenti fatti – afferma D’Anna – ripropongono l’esigenza di una regolamentazione più puntuale dei Centri di Pma, con una chiara distinzione di competenze e responsabilità: ai ginecologi la parte medico-chirurgica, ai Biologi quella embriologica. Un quadro normativo chiaro consentirebbe di evitare sovrapposizioni e di individuare senza equivoci responsabilità e procedure”. La Fnob richiama anche l’attenzione sulla mancata istituzione della Scuola di specializzazione in Embriologia Clinica, ritenuta necessaria per rafforzare la formazione specialistica dei Biologi che operano in un settore particolarmente delicato. “Gli errori, quando si verificano, devono essere analizzati con responsabilità e trasformati in occasioni di crescita. La tutela delle coppie e la sicurezza dei percorsi di procreazione medicalmente assistita devono essere l’obiettivo comune di tutto il sistema” conclude D’Anna esprimendo “la nostra più sentita vicinanza alle famiglie coinvolte in una vicenda che tocca aspetti profondissimi e delicati della vita delle persone”. (ANSA). 2026-08-10T15:51:00+02:00 KCT ANSA per CAMERA28




