Roma, 1° ottobre 2026 (Agenbio) – La parodontite condivide il terreno infiammatorio con patologie sistemiche ben oltre il cavo orale — diabete, malattie cardiovascolari, alcune forme tumorali. Uno studio pubblicato su Scientific Reports dalla Kagoshima University Graduate School of Medicine and Dental Sciences aggiunge un nuovo capitolo a questa rete di connessioni: l’infiammazione parodontale risulta associata alla steatosi epatica non alcolica e a un maggior grado di fibrosi epatica, con il sanguinamento gengivale che emerge come indicatore particolarmente rilevante della gravità del quadro.
Lo studio ha coinvolto 2.453 partecipanti sottoposti a valutazione parodontale da parte di cinque odontoiatri. I parametri esaminati includevano la profondità del solco parodontale, la presenza di sanguinamento gengivale e la perdita di elementi dentali. Questi dati sono stati incrociati con indici epatici quali il grado di fibrosi e il contenuto di grasso nel fegato. È emerso che la presenza di tasche parodontali pari o superiori a 6 millimetri si associa a un incremento di specifici indicatori di steatosi epatica. Il sanguinamento gengivale al sondaggio, in particolare, è risultato significativamente correlato alla gravità della malattia del fegato.
Il meccanismo biologico ipotizzato è quello dell’infiammazione sistemica di basso grado: i batteri e i mediatori infiammatori prodotti nel tessuto gengivale compromesso possono raggiungere il circolo ematico e contribuire al danno metabolico a distanza, in un contesto in cui steatosi epatica, insulino-resistenza e flogosi cronica si alimentano a vicenda. Lo studio è osservazionale e non stabilisce causalità, ma rafforza l’evidenza già disponibile a sostegno di un approccio integrato alla salute del paziente, in cui il controllo della salute parodontale è parte della prevenzione delle malattie metaboliche. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00




