La biologia va nello spazio: partono le attività del progetto promosso dalla partnership Fnob-Asi

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Come annunciato a marzo scorso, nel corso del convegno napoletano dedicato alla ricerca scientifica nello Spazio, la Fnob ha avviato una collaborazione con l’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, per studiare la vita in condizioni di microgravità.

Sono stati progettati dei laboratori unici che riproducono l’ambiente in orbita. Grazie a questi hub sarà possibile analizzare i processi di invecchiamento dell’organismo umano, dove la microgravità agisce come un acceleratore dell’età biologica, consentendo agli scienziati di osservare in tempi molto più brevi fenomeni che sulla Terra richiedono anni o addirittura decenni per manifestarsi. Tra questi rientrano l’atrofia muscolare, l’osteoporosi, l’irrigidimento delle arterie e le disfunzioni del sistema immunitario.

Allo stesso modo, lo Spazio offre condizioni sperimentali ideali per lo studio delle malattie neurodegenerative: la microgravità consente infatti di osservare fenomeni come l’aggregazione delle proteine o il deterioramento dei neuroni in tempi molto più rapidi rispetto a quanto avviene sulla Terra.

Il progetto sta prendendo forma e sta entrando nel vivo delle sue attività. Nella foto mostriamo l’equipe del professore Geppino Falco, biologo e docente dell’Università Federico II di Napoli, che con i biologi controllerà dalla Terra la crescita dei micro organismi, la produzione di sostanze biologiche ed eseguirà test farmacologici su Organoidi.

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